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In viaggio

Submitted by on Mon, 13.12.2010 - 00:00

13 Dicembre. La trouppe si è mossa ieri diretta verso delle zone più interne e rurali per visitare e filmare altri progetti. Il programma prevede di stare fuori tre giorni. Tre giorni intensi, divisi fra spostamenti fra le diverse location e incontri con la gente dei vari villaggi visitati. Oggi come primo giorno e come da copione ( :-P ), abbiamo seguito i progetti di una ONG (concern). Le tematiche erano la creazione di un tessuto di "business capabilty" delle donne, food security e hygien and water sanitation. Vabbeh, non scrivo nulla su i progetti in particolare, anche se meriterebbero parecchio spazio, ma modo in qualche modo mi va di parlare di quelle sensazioni che mi sono arrivate. Ma dopo! Wait... anzi Waka Waka ( che qui usano molto e vuol dire in Kreol AVANTI! AVANTI ... contrazione di walk! walk!). 

 

Fammi ricominciare che ho saltato dei pezzi. Forse importanti.

Partenza da Freetown domenica mattina. Come sempre sveglia presto, verso le 6.30. Missione: andare a sentire la messa di Housman. Housman, oltre che ad essere, uno dei nostri collaboratori locali, è anche un pastore della chiesa episcopale! Piccolo inciso: in Sierra Leone sono quasi tutti cristiani nelle varie sfaccettature e variazioni: Pentecostali, episcopali, tricchettracche e bombe a mano insomma. Ce ne è per tutti i gusti...Ecco; Housman, oltre che ad essere la nostra "guida", oltre a lavorare per Eviromental Foundation Africa, fa pure il pastore.
La messa? Uno spettacolo. Lui è una grande persona, tutta la predica impostata sulla sensibilizzazione riguardo le tematiche ambientali. In più tutti che cantano, ballano. Insomma, una bella atmosfera, piena di speranza. E sentire dire da un africano che parla alla sua comunità  di riduzione dei consumi energetici e problematiche ambientali...fa un certo effetto. Pensate quanto questo tipo stia proteso verso il sogno di un paese migliore, la speranza e la passione che può avere per dire alla sua gente, che ha veramente poco, di ridurre i consumi per il bene del mondo. Comunque, qui la gente ha bisogno di credere. Dalla guerra civile durata per infinitamente troppo tempo, sono uscite famiglie e persone psicologicamente e fisicamente distrutte, con una forte necessità di fede.

Finita la Messa è cominciato il viaggio. Primo stop a Graffy, appena fuori Freetoown. Per incontrare Padre Berton. La faccio breve, poi non sono assolutamente cattolico, ma con onestà  vedere una persona che sta qui da 45 anni aiutando orfani di guerra ed ex bambino soldato e vedere tantissimi bambini che ti si appiccicano addosso, che ti stringono, abbracciano...è una altra immagine che non si dimentica facilmente, ma che anzi si custodisce gelosamente fra i propri ricordi.  Ok, si riparte stop a Waterloo, mangio uno SHWARMA fatto con carne di non so cosa, fagioli, maionese giusto giusto appena estratta dal barattolone da 3 kg tenuto costantemente sotto il sole da giorni...
Bah...Stefano è da ieri che sta a diarrea...oggi diceva un po meglio. Io sto apposto. Speriamo che non ci siano reazioni strane a sta bomba!! Cazzo, certo che evito pure a Roma il kebab-sharma...me lo dovevo mangiare qua!!
ahahaha che ridere!!!

Adesso ci sono circa tre ore di strada asfaltata e sterrata. La meta è Maboroka (Tonkololà district).

Saranno lel 8.30 (???), le bambine di una scuole femminile stanno cominciando la loro giornata! Che spettacolo!! Almeno 300 bambini ( ma anche 400 e più!!) cantando e ballando insieme!!!  Ci fermiamo 10 minuti, io faccio una registrazione audio, altri fanno riprese. Si riparte. Ci incontriamo con la ONG, ci dividiamo in due gruppi per seguire due progetti differenti.  Io me ne vado in un villaggio sperduto nella foresta. E qui che vi devo dire! Cazzo, sono senza caricabatterie sia della telecamera che della macchina fotografica. 

Cercherò di trovarne uno o fare qualche magia africana...insomma foto solo con gli occhi e impresse nel cuore e nello spirito... Vegetazione incredibile, farfalle ovunque, palme di tutte le , vegetazione fitta e di un verde smeraldo. Qui prima dell'intervento di questa ONG non esisteva neanche la misera strada di terra battuta che percorriamo adesso. Se qualcuno stava male al villaggio, poteva rischiare la morte. Il prezzo del riso era determinato solo da quelli che potevano portarlo al villaggio. Isolamento quasi totale. 
Si parlava di fare magari 15-20 kilometri piedi andata e ritorno. Una giornata magari solo per comprare una misera cosa e tornare al villaggio. Capito?? Comunque, veramente apprezzo la fortuna di aver visto questi posti. 

Per stanotte si sta a Kono. Da qui cercherò altre informazioni perchè il discorso è molto interessante e ve ne parlerò dopo. Giusto per introdurre l'argomento (ma chissa poi se lo riprendo!!! :-P...), il distretto di Kono è quello dei diamanti...dei Blood Diamond...i diamanti di sangue, quelli che hanno alimentato la cruenta guerra civile. Quella delle braccia tagliate "a manica corta o lunga" e dei bambini soldato.

Notte. Uontinà Gueseghe 

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