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Funeral Party

Submitted by on Thu, 13.03.2014 - 11:41

No, non é il titolo di un film! E no, non vuole essere mancanza di rispetto verso coloro che soffrono o che hanno sofferto la perdita di qualcuno.Voglio solo raccontarvi la mia visione di questi eventi dopo essere stato presente a diversi funerali a Bobo Dioulasso.

La morte ci accompagna fin dai primi attimi di vita, anzi, prima ancora! Nel momento del concepimento dopotutto vinciamo la corsa alla vita a discapito della morte di altri spermatozoi, più lenti di noi o che forse hanno solo sbagliato direzione.

Qualcuno vissuto qualche anno prima di me diceva una cosa molto simile.

La nostra vita scaturisce dalla morte degli altri.

Leonardo da Vinci

 

Era la fine di gennaio quando ricevetti la notizia del decesso del padre di un amico che vive qui a Bobo.

La mattina successiva corsi a casa sua per fare le mie condolianze. I tendoni, tipici ed immancabili in Africa, erano già stati montati sulla strada antistante ed i balafon avevano già iniziato a suonare. Entrai nella corte convinto di trovare la tristezza impressa nei volti di tutti i presenti. Non fu così. Olivier mi abbracció e mi disse subito " Ghery, qui non é come da voi! Qui il funerale é una festa! " . Stava parlando del funerale del padre e questa cosa mi spiazzó pesantemente.

La grande differenza sta in effetti nell'età di colui che é deceduto.

La morte di un giovane é sempre un avvenimento sconvolgente, ma quando si tratta di un uomo anziano si trasforma obbligatoriamente in una festa in suo onore. Un omaggio alla sua anima, un modo per sottolineare quello che ha dato e che ha lasciato.

 

Non v'é rimedio per la nascita e la morte salvo godersi l'intervallo.

Arthur Schopenhauer

 

Il funerale in questione fu un funerale Dagarì, etnia minoritaria ( circa il 4%) di fede Cristiana, molto rispettata.

I figli del defunto, i parenti e gli amici di famiglia avevano scavato tutta notte per arrivare a fare un buco di circa 4 metri di profondità e largo 1,5 x 2,5.

Erano state montate delle luci nella corte al calare del sole e si erano dati il cambio continuamente fino alla mattina successiva. L'importante era raggiungere le dimensioni che l'amministrazione comunale decide a seconda di diversi parametri. Se queste condizioni vengono rispettate é possibile seppellire il parente nella corte di famiglia.

Il giorno dell'interramento , dopo la cerimonia in Chiesa, il feretro rientró nell'abitazione scortato da decine di motorini strombazzanti, pullman interi e vetture private  cariche di amici, parenti o semplici conoscenti.

I familiari si chiusero nella corte ed a questo punto cominció la parte più interessante.

Tutti coloro che stavano fuori cominciarono a premere sul cancello d'ingresso quasi a volerlo sfondare!

Mi é sembrato di rivivere tipiche scene da Stadio o da manifestazione studentesca.

Unico modo per entrare era ovviamente pagare! Mi spiegarono che in molti casi funziona così.

Ogni funerale ha sempre un costo elevato per la famiglia del defunto ed esistono quindi modi differenti per rifarsi delle spese sostenute. Rispetto alle nostre tradizioni questo é sicuramente un elemento che ci differenzia parecchio.

Dopo alcuni minuti il cancello si spalancó e tutti entrarono nella corte per seguire le operazioni di interramento.

A questo punto nella calca totale tutti cercarono un posto per osservare al meglio le operazioni, alberi e tetti delle abitazioni inclusi.

Scene di crisi isteriche e grasse risate si mischiarono mentre all'esterno la musica continuava ...

Così come per altre etnie la settimana successiva fu dedicata al viaggio nel villaggio di nascita del defunto. Le celebrazioni erano già cominciate e per tutta la settimana si susseguirono i sacrifici per permettere all'anima di affrontare il lungo viaggio.

 

Morire non é nulla, non vivere é spaventoso!

Victor Hugo

 

Lo scorso fine settimana sono venuti a mancare due vicini di casa. Il quartiere si é ovviamente trasformato. Il secondo decesso ha investito pienamente la regolarità della mia vita .

Nella giornata di giovedi una donna entra nella corte della famiglia Démbele, nella quale vivo ogni giorno, facendo presente che dal quel momento la corte sarebbe stata utilizzata per permettere alle donne di cucinare per il funerale.

Sono stati giorni intensi di attività culinarie.  

Decine di donne si sono date il cambio nella preparazione degli alimenti. Ognuna aveva il suo compito: chi pelava le patate, chi girava il riso , chi riforniva di carbone  e chi ovviamente si occupava dei neonati, sempre numerosissimi...

Come un esercito di formiche hanno lavorato in coro per soddisfare la fame degli uomini presenti sotto i tendoni montati in strada.

Gli uomini, per l'appunto riuniti in grandi gruppi, attendevano ció che le donne preparavano , tra una preghiera e l'altra e la programmazione dei sacrifici che si susseguivano.

Quello che più colpisce in questi contesti é la coesione sociale e la massima condivisione e disponibilità di tutti.

Piccoli esempi pratici:

se mancano delle sedie per il funerale sei portato, per cultura, a cedere le tue. Se poi a te dovessero servire delle sedie sarà sufficiente chiederle ad altri vicini ed eventualmente sfruttare le zone d'ombra in altre corti. 

Le zone d'ombra, fornite nella maggior parte dei casi dalla chioma dei manghi, sono luoghi importanti nell'ambito familiare e sociale. A questo scopo é stata scelta la corte dei Démbele. Tre grandi manghi permettono di avere sempre molta ombra a disposizione e quindi di poter affrontare i lavori al riparo dal caldo torrido a questa latitudine.

I divani del tuo salotto vengono ceduti per creare zone di riposo sotto ai tendoni e permettere così agli anziani di non affaticarsi troppo nel corso dei giorni.

Nella corte non vi é corrente elettrica. Le donne peró hanno cucinato a qualsiasi ora e per aiutarle é stata predisposta una fila di neon. Per sfruttare la corrente del'abitazione più vicina ogni abitante nei paraggi ha messo a disposizione una prolunga elettrica. Il risultato é stato un cavo di circa 150 mt.

In alcune abitazioni non si é guardata la televisione per circa una settimana poiché prese e prolunghe erano state messe a disposizione del funerale.

Coloro che partecipano al funerale contribuiscono con donazioni di vario genere. Soldi prima di tutto, ma non solo. In molti casi, anche se succede maggiormente nei villaggi, si contribuisce con polli, capre e montoni, consumati in buona parte durante le celebrazioni ma anche rivenduti alla fine del tutto.

Ad oggi, a più di una settimana dal decesso, i tendoni sono ancora montati per strada, qualcuno vi prega altri vi stanziano in ricordo. Al 40* giorno l'anima affronterà il lungo viaggio.

 

Nel mio piccolo la conoscenza del continente Africano passa anche attraverso questi momenti di grande partecipazione e condivisione.

 

 

Vivi come se dovessi morire domani. impara come se dovessi vivere per sempre.

Gandhi 

 

 

 

 

 

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