Intervista a Bayo Kankan

Djembefola e sangbanfola della Guinea Conakry

Bayo è stato nel 2006 reclutato da George Momboye, uno dei più grandi coreografi africani, per integrare. Bayo è stato reclutato da George Momboye, uno dei più grandi coreografi africani, per integrare lo spettacolo "Afrika! Afrika!" nel 2007, con il quale è stato coinvolto in una grande tournée europea. Nel 2009 ha deciso di stabilirsi in Belgio per perseguire una carriera in linea con la tradizione della percussione guineana. Per conoscerlo meglio potete leggere la nostra intervista a Bayo Kan Kan che ha ripercorso la sua storia e condiviso il suo pensiero riguardo il mondo della musica, permettendoci di comprendere meglio il suo. 

1) Ci piacerebbe sapere qualcosa in più rispetto alla tua formazione artistica, le tue origini e come sei cresciuto nella tradizione

Provengo da una famiglia di "forgeron" i fabbri. Il cognome Bayo, non appartiene normalmente ai musicisti o ad i griots , il mio cognome "Bayo" sta ad indicare piuttosto l'appartenenza della famiglia ad una casta di "forgeron" (fabbri) o ad una casta di Fakoli (feticheur).

Sono stato iniziato al djembe grazie a mio padre, percussionista nel villaggio di Ghidlan nella prefettura di Kankan. Inoltre il fratello di mio padre, era un cantante e musicista veramente  molto conosciuto in tutta l'area Mandengue, difatti è anche da lui che mio padre ha preso molte nozioni sulla musica malinke. Normalmente nel mio villaggio, la gente non era solita alla musica, la maggior parte degli abitanti erano dediti alle attività  tipiche dei fabbri e della lavorazione del ferro: realizzavano le cloche e tutti gli strumenti da lavoro come martelli, coltelli, asce, etc. Mio padre ha trasmesso il suo sapere sulla musica tradizione anche ad un altro mio fratello"Bayo Lamin" che successivamente è andato a suonare nel balletto nazionale Djoliba con il quale durante gli anni '90 ha girato anche in Europa. Io ho imparato quindi sia da mio padre che da mio fratello. Allo stesso tempo, c'era un amico di mio padre, Kandan Kouruma proveniente da Kourussa, dal quale ho appreso molto. Lui è stato anche il maestro di Noumody (Keita), non aveva figli e quindi mi prese molto a cuore. Con mio padre erano soliti suonare in tutte le feste popolari dell'area e a Conakry abitavamo nello stesso quartiere. Ecco adesso vi devo spiegare come mio padre è arrivato a Conakry.

Durante gli anni di Seku Toure, all'incirca negli anni 60 gli anni dell'indipendenza, vennero dei selezionatori nei villaggi per reclutare i migliore musicisti e formare il primo balletto militare. Come avvenne per Fadouba, Fomoudou. Così mio padre fu reclutato nell'esercito come musicista. Una volta giunto nella capitale continua a suonare in tutte le feste tradizionali. Ed è in questo momento che i grandi maestri si incontrarono nella capitale: le feste diventavano un grande momento di incontro ed un'occasione per ricreare nella caotica Conakry l'atmosfera del villaggio. Ed è questa l'atmosfera in cui sono cresciuto... è nelle feste che ho imparato a suonare il djembe. Ancora prima di prendere il djembe, io assistevo alle feste sul dorso mia madre poi ho imparato la musica da mio padre e dagli altri grandi come Noumody Keita, Mauoro Keita, Lancey kante e  Mamady Kouruma un vecchio ballerino che mi ha insegnato davvero molto su come marcare la danza. Durante questi anni, già  conoscevo Fadouba, ma ancora non ero un suo allievo. Quando Kandan Kouruma è morto, ho cominciato a cerare altri maestri. E' stato Moussa Oularè che a quel tempo viveva a Conakry,  a portarmi a Faranah da suo padre. Fadouba giè  ogni tanto veniva nella capitale per vedere suo figlio e gli amici, ma è grazie a Moussa che io sono andato a Faranah. Così semplicemente ho spiegato a Fadouba che il mio maestro era morto, che mio fratello Lamin Bayo era troppo occupato nel ballet Djoliba e che al momento suonavo solo nelle feste tradizionali. Fadouba mi accolse senza problemi, dicendomi che sarei potuto restare là  per quanto tempo volessi e così alternai lo stare nella capitale con lunghi soggiorni a Faranah nella famiglia Oularè. Posso quindi dire di essere veramente cresciuto completamente nella musica mandengue.

2) Les petit Sorciers, sono un gruppo forse poco conosciuto in Europa, ma che in Guinea ha una storia importante che racconta di una grande tradizione. Puoi raccontarci qualcosa su LES PETIT SORCIERS?

Per la nascita de Les Petit Sorciers, devo veramente ringraziare la mia famiglia e la "benedizione" che mi ha dato...

Un giorno, molti anni fa, a Conakry (Camp Buarè) ascoltai il mio primo CD di djembe... Non so bene neanche di chi fosse quel cd! Ascoltandolo vi trovai un ritmo che mi colpì particolarmente e quindi chiamai i miei amici per far ascoltare quel brano dicendo che volevo provare a rifarlo... Tutti restarono impressionati! Quasi spontaneamente prendemmo la decisione di vederci ogni giorno finita la scuola per provare. Con i miei amici, siamo cresciuti insieme, ma sono io che ho insegnato loro a suonare; eravamo nati nello stesso quartiere e condividevamo tutto... A quell'epoca, Moussa e suo fratello non facevano ancora parte del gruppo, eravamo solo gli amici del quartiere. Così il giorno della festa del Tabaski, dopo tante tante ripetizioni, quando la mattina i percussionisti si svegliano presto per andare a suonare e fare qualche soldo, io mi svegliai tardi dunque trovai i miei amici già  alla Payotte. (La Payotte è un club storico dove  si ritrovano tutti i grandi musicisti della capitale). Così iniziammo a suonare davanti a Papa Kouyate, un grande musicista che ha collaborato con Miriam Macheba per moltissimi anni. Lui rimase così sorpreso dal fatto che fossimo così piccoli e talentuosi che ci propose di suonare presso la sua corte. Non spiegammo che avevamo un gruppo per suonare nelle cerimonie... Ma non un gruppo per fare dei veri e propri concerti. Lui ci disse che ci avrebbe aiutato nell'acquisto degli strumenti, dei costumi e dell'altro materiale che sarebbe potuto servire. Così direttamente appena possibile ci presentammo da lui, che come aveva detto, ci mise a disposizione la sua corte e ci aiutò a comprare dei buoni strumenti. Ci diede anche il nome di"Percussion Papa Kouyate". Cominciammo così ad avere l'opportunità di suonare in piccoli concerti nella capitale. Dopo poco tempo volli che si unisse al gruppo anche Moussa Oulare con suo fratello che a quel tempo era in un altro gruppo. Nel 2000 decidemmo di cambiare nome in "Le sorciers de Papa Kouyate". Nel frattempo il livello del gruppo cresceva, vi giuro che ho visto gente (come Italo Zambo ex ballerino, coreografo e direttore artistico de Les Ballet Africains nel 1962) piangere quando suonava il piccolo Moussa. Con molta fatica, riuscimmo tramite un contatto ad andare in Francia, a Toulose. Non posso dimenticare quel giorno, era il 28 Ottobre del 2002. Suonammo in un grande Festival dove c'era anche Tiken Jah Fakoli e Alseny Kouyate. Nel 2003 riuscimmo ancora d uscire ed andare a Mosca ma solo per 3 giorni, e per suonare solo 15 minuti!

Le possibilità non sono quindi state molte....

3) Raccontaci della collaborazione con George Momboye e della tua partecipazione al grande spettacolo Afrika Afrika...

Anche qui devo ringraziare la mia famiglia, la loro "benedizione" e tutti coloro i quali hanno fortemente creduto in me...

Nel 2006 George Mombye è venuto in Guinea per fare delle audizioni e cercare un percussionista che veramente rappresentasse le percussioni della Guinea. La prima audizione andò bene, ma non riuscii a partecipare ad Afrika Afrika per problemi con il visto che mi bloccarono per tutto l'anno. E' grazie a Lamin Keita che fui informato della possibilità di una seconda audizione. In quell'epoca ero da poco rientrato a Conakry da Faranah da Fadouba. George venne a cercarmi durante le ripetizioni insieme a Bakala Camara e mi disse di presentarmi alla Payotte la mattina seguente per rifare l'audizione e tentare nuovamente la fortuna. La sala dove ripetevo era giusto a pochi metri così quando andai là, vi trovai tutti i percussionisti e i ballerini di Conakry, la voce delle audizioni si era sparsa per tutti i balletti. L'audizione consisteva nel fare il proprio solo sulla musica che girava. Io ero l'ultimo e George rimase impressionato cosicchè mi convocò alla seconda audizione per la quale eravamo rimasti in 6 persone. Questa volta l’obiettivo era verificare la nostra rapidità e ci hanno fatto suonare su una musica in stile Ivoriano; la musica era veramente rapidissima e George voleva veramente mettere alla prova la nostra resistenza! Anche qui ho avuto l'opportunità , la "chance" di distinguermi e di essere il più rapido. Io non ero il più forte! E' Dio che mi ha aiutato, e quel giorno, non sapevo cosa fosse ma veramente ho sentito qualcosa di diverso ed ho suonato come non mai! La terza parte dell'audizione, consisteva nel marcare la danza. La musica era sempre fortissima, "vraiment chaud", il solista avrebbe dovuto sostenere uno spettacolo di due ore ad altissimo livello. A questo punto Geroge aveva già  eliminato tre persone e quindi eravamo solo in tre. Anche qui ho avuto la chance di essere selezionato per essere il solista che avrebbe rappresentato la Guinea nello spettacolo Afrika Afrika. Visto che quando arrivai, tutto lo spettacolo era già  stato montato mi misi al dumdum inizialmente per capirlo meglio. Ripetemmo una settimana in Germania, poi ci trasferirono a Londra per delle questioni con i visa. Insomma per vari problemi con il visa di alcuni artisti, mi ritrovai a sostituire il solista senza aver mai provato le parti del djembe e dopo appena una settimana di prove al dundum, mi avevano semplicemente spiegato a voce lo spettacolo! Dovevo iniziare con un djembekan mentre un ballerino danzava, poi veniva una coreografia... Insomma, uno spettacolo completo ed intenso!

Alla fine tutti si complimentarono per come ero riuscito a stare sulla scena ed essere dentro lo spettacolo!

4) Qual'è la tua visione sul futuro della musica africana, la continuità con la traduzione e la fusione con nuovi stili più occidentali....

Io sono nato che il djembe già esisteva da tempo, lo stesso vale per mio la generazione di mio padre e cosi andando indietro nel tempo, ma fino alla generazione precedente la nostra non si era veramente evoluto restando totalmente dentro la tradizione. L'evoluzione è avvenuta, e questa grazie a "Papà  Mamady Keita". Lo dobbiamo ringraziare molto perchè ha veramente combattuto per la cultura e la musica africana e affinchè il djembe guadagnasse un nome e un posto in ogni luogo del mondo. Ha veramente dato del valore alla musica tradizionale guineana ed è grazie a lui che oggi noi giovani siamo in Europa. Nessuno ci avrebbe chiamato in Europa se il djembe non fosse stato conosciuto, ci sono molte cose importanti nella vita, ma se non sono conosciute possono rimanere nascoste per sempre...

Per il futuro della musica, non posso rispondere, Io non lo so... Solo Dio può saperlo! Non so se vivrò ancora per vedere questo, ma so che il djembe avrà ogni giorno più successo, il djembe è ormai uno strumento molto amato per tutto il mondo. Oggi giorno però sto anche vedendo molti giovani guineani che pur provenendo da famiglie di griot solite ad altri strumenti (kora, balafon) abbandonano questi strumenti per dedicarsi esclusivamente al djembe.

Nessuno può dire qual è il futuro della musica o il djembe si evolverà in questo o quell'altro modo. Non credo comunque che la musica abbia delle frontiere: tradizionale, moderna, jazz, blues. In qualsiasi di queste situazioni mi troverò,  cercherò di fare del mio meglio per suonare quello che conosco. C'è una musica che so e altri non conoscono, ma c'è anche una musica che io non so ed altri si. Non finiremo mai di apprendere. Nella stessa Guinea ci sono troppi stili differenti, nella zona forestiera la musica sembra quella Ivoriana; ogni etnia ha un suo stile anche se certamente nella musica guineana lo stile più diffuso è quello malinkè e sousou, ma ci sono anche i peul, i baga e molti altri. La musica è infinita, non possiamo conoscere tutto, non riusciresti ad apprenderla tutta in una vita!

Ho sempre cercato di suonare in situazioni diverse sia in Guinea che in Europa. In Guinea ho suonato spesso con il gruppo Conakry Coctail di Mohamed Kouyate (Mo' Kouyate) un grande chitarrista. Suonavamo tre volte a settimana nei ristoranti importanti della capitale...quelli frequentati da ambasciatori. Ovviamente ho sempre suonato nelle feste tradizionali, a Conakry praticamente suonavo in almeno la metà  delle feste per matrimoni. In ogni caso non siamo noi a decidere quello che saremo, ma è Dio. Lui propone e l'uomo risponde del suo futuro. Nessuno può conoscere il proprio destino. Magari puoi anche voler essere un grande calciatore ad esempio, allenarti tutto il tempo che vuoi, ma non è detto che lo diventerai! E' così anche per la musica. Dovunque io cercherò di fare del mio meglio per suonare dentro la musica e nella situazione in cui mi trovo. Sono cresciuto nella tradizione mandengue, ma sono anche cresciuto nella capitale e quindi conosco molto bene anche lo stile Sousou e ho voluto sempre conoscere altri stili. Mi sono dovuto sempre adattare: se andavo al villaggio dovevo saper suonare con lo stile del villaggio, ma a Conakry non puoi suonare con quello stile perchè molti direbbero che non sai suonare...il mio stile preferito rimane comunque quello Mandengue, quello delle feste tradizionali, quello dove sono le donne che cantando determinano il ritmo che sarà  suonato. Continuo comunque ad apprendere ogni giorno e non mi sento un maestro, sono sulla strada per esserlo. I maestri sono loro: gli anziani: i Fadouba, i Famoudou, etc. Nell'arte ( la musica) quando sei vecchio, sei già  un maestro, ma fin quando sei giovane apprendi. Tutt'ora andando nei villaggi posso incontrare un anziano che può suonare ritmi che io non conosco. Questo vuol dire che sto ancora imparando. Noi siamo sulla strada per essere maestri, e pertanto dobbiamo batterci ancora per dare maggior valore alla musica africana.

5) Fra i grandi maestri, ciascuno ha il suo modo di suonare, hai qualche preferenza di stile in particolare?

Personalmente amo tutti gli stili. Ci sono dei maestri deceduti, come Noumody Keita, Sekou Tanaka e adesso Fadouba Oularè, che cominciano ad essere dimenticati, ma la loro influenza è stata forte. E' per questo che ovunque vado a insegnare cerco di trasmettere in particolare l'insegnamento di Fadouba. Suono le sue frasi, suono un po' con il suo stile affinchè la gente lo riconosca e continui a ricordare il suo nome. Questo contribuirà a far rimanere il suo nome nella memoria. Lui ci ha insegnato molto, come se fossimo andati a scuola: le frasi di Kawa, di Konkoba, Kassa Kura, Do djembe, Soko... Ci ha insegnato come se fossimo a scuola. Ci diceva le frasi a voce e noi le ripetevamo sul djembe, suonava come se avesse sempre qualcuno che ballava davanti a lui. In ogni caso, non posso dire di avere delle preferenze specifiche. In effetti, ognuno di loro viene da una regione diversa e quindi ognuno ha un proprio stile, anche se comunque tutti venivano dalla "Haute Guinee". Fharana ha uno stile, Kourussa ne ha un altro e Kankan-Siguiri un altro ancora. A Kankan è Mamaya, Kourussa è Dundumba, Fharana è Soko. A Faranha, Soko è popolare perchè è ballato da tutti, Kawa essendo una maschera non è ballato proprio da tutti, ma non posso raccontare proprio tutto, ci sono dei segreti che devono rimanere tali. Noi saremo sempre "dietro i maestri" per sostenerli e sostenere la musica tradizionale africana.

6) Per concludere, quali sono state le tue impressioni su questa prima esperienza di stage in Italia...

Sono stato molto bene e veramente devo ringraziare tutta l'associane Destination West Africa per avermi dato questa possibilità . In particolare devo ancor di più ringraziare Floriana che si è interessata al mio profilo. è nata così una bella amicizia e man mano abbiamo cominciato a scambiarci delle informazioni. E' stato molto divertente perchè ogni volta che lei mi chiedeva delle informazioni usava Google per trascrivere dall'italiano al francese! Ho trovato comunque una grande atmosfera qui in questo stage, da quando sono arrivato ho trovato una grande accoglienza e questo per me vuol dire molto.

So anche che non è stato semplice organizzare il tutto visto che l'associazione è nata da poco, ma ho veramente apprezzato lo sforzo che è stato fatto. Quindi se domani qualcun altro mi tornerà a chiamare per lavorare in Italia, so che comunque sarà  grazie a Destination West Africa... E questo ha un grande valore per me!

E poi, non posso che ringraziare tutte le persone che hanno partecipato agli stage, ballerini e percussionisti per lo sforzo fatto e l'interesse che hanno dimostrato.