Intervista a Mohamed Dabo

Ballerino e doundoufola della Guinea Conakry

Mohamed Dabo è un giovane artista guineano da pochi anni residente a Parigi. Dal 2003 è stato percussionista (Doundounfola) e ballerino nel più prestigioso balletto d'Africa : Les Ballets Africains de Guinee , creato nel 1952 e diretto da Hamidou Bangoura, con lo spettacolo Memorie du Manding. Dal 2008 tiene corsi e stage in tutta la Francia e in particolare a Parigi dove si unisce alla compagnia del coreografo camerunese Merlin NyaKam, Compagnie Calabasse , costruendo un lavoro di ricerca nella danza afro contemporanea. 

1) Quand'è cominciato il tuo percorso artistico?

Non esiste un momento esatto. La musica e l'arte sono la nostra cultura, il nostro sangue. Sin da bambini entriamo in contatto con le percussioni e la danza. Che tu sia un artista o meno la musica fa parte della vita quotidiana, ma per fare dell'arte il tuo mestiere ti devi formare. Personalmente ho cominciato la mia formazione artistica quando frequentavo il collegio, andando a fare le ripetizioni dopo la scuola ed imparando dai grandi maestri quello che ad oggi insegno per trasmettere la nostra cultura.

2) Les Ballets Africans è stato fondato da Fodeba Keita nel 1952 a Parigi, diventato in seguito all'indipendenza guineana nel 1958, il Ballletto nazionale della Guinea. Come sei entrato a far parte di questo balletto che vanta quasi sessanta anni di carriera mondiale?

E' veramente difficile far parte di questo balletto. Bisogna affrontare diverse tappe, passare per i concorsi , i balletti rionali, di quartiere, comunali ed infine regionali. Richiede una forte preparazione teorica e pratica ed una grande conoscenza del nostro folklore. Ho cominciato con la troupe “Wassa” a Matam diretta da Moussa Camara (creatore anche di Les Amazones de Guinee), poi con tanto sacrificio sono passato per molti concorsi fino ad arrivare al provino con "Les Ballets Africains".

3) Qual'e la differenza tra la musica folkloristica e la musica del "Ballet"?

La musica che viene arrangiata nei "ballet" viene direttamente dal nostro folklore: i matrimoni, i battesimi, le feste per onorare gli spiriti ed altri eventi popolari ai quali partecipa tutta la gente,artisti e non. Quindi, tutto nel ballet viene dal folklore, dalla necessità  di valorizzarlo tramite una codifica musicale ed artistica, che permetta agli spettatori di recepire e comprendere il messaggio. Il balletto è fatto di arrangiamenti, regole e codici. Il folklore è aperto, libero, non è necessario essere degli artisti per partecipare ad una festa popolare.

4) Come hai dovuto adattare il metodo di insegnamento e trasmissione della tua cultura in Europa e in occidente rispetto all'Africa?

L'intellettuale senegalese Leopold Sengor dice: La vera cultura è una cultura "attiva" verso il contesto dove essa si esprime. In Guinea apprendiamo la musica perchè, come ho prima detto, fa parte della nostra cultura. Siamo abituati a lavorare molto, ma spesse volte ci manca il necessario per farlo al meglio: gli spazi adeguati, gli strumenti, le attrezzature tecniche, fondamentali per evolvere ed andare avanti. Qui in occidente abbiamo invece molte possibilità  per potenziare la nostra arte, sia sul piano teorico  che corporale che di ricerca. All'estero sono io che insegno e per me è una grande esperienza, mi ha fatto comprendere l'importanza di essere aperti a nuove culture e sapersi adattare. Il tutto per trovare il proprio spazio ed evolvere in esse.

5) Quel'è il tuo segreto per trasmettere quello che hai imparato?

Non ci sono segreti...ci sono due cose: la prima è il lavoro...come in ogni cosa è il lavoro, e la seconda è amare quello che fai. Questo è il più grande segreto per fare ogni cosa, a maggior ragione con la danza. La danza non è nient'altro che l'espressione e la parola del corpo...se la ami, ti esprimerai sempre al meglio. La stessa cosa è con la musica, se ami quello che fai, ti "esprimerai" sempre bene con il tuo strumento perchè viene dal profondo del cuore e per questo ha un valore...non puoi mentire. Si sentirebbe. Quindi io non ho altri segreti che il lavoro e amare quello che faccio.

6) Cosa cerchi di comunicare con la tua arte, quando balli o in uno spettacolo... Come trasmetti il tuo messaggio?

La nostra danza è il riflesso della vita quotidiana, quindi dipende dal contesto. Per esempio, da noi (in Guinea), ci sono molti ritmi, c'è yankadi, Djole, tiriba, dudumba e molti altri e ognuno con il suo contesto. Ad esempio Yankadì è una danza di seduzione. Quando balli Yankadi, mettiti nella pelle di una persona che vuole sedurre... E quando balli questo ritmo la persona che ti guarda sentirà automaticamente che lo vuoi sedurre. L'allievo che ti segue, capirà  che questaè una danza di seduzione... Quindi ogni movimento, ogni danza, ogni spettacolo, ha un suo contesto. Questo certamente è valido per l'insegnamento nei corsi, nelle feste e negli spettacoli tradizionali. Allo stesso tempo ci sono anche delle "creazioni" delle "modernizzazioni", "spettacoli contemporanei", ma c'è sempre un messaggio da inviare, che sia per l'ecologia, contro la guerra o altro, possiamo cercare dei movimenti ed esprimerci per far passare il messaggio. Ogni cosa dipende quindi dal contesto, dal pubblico, dal luogo e dal messaggio.