Crossing da Border

Racconti di viaggio tra Sierra Leone, Guinea, Liberia

Dovremmo passare da Waterloo tagliando quindi la penisola di Freetown, ma dobbiamo fare una deviazione forzata per prelevare il budget necessario agli spostamenti, vitto alloggio e quant'altro. Il viaggio sarà  molto intenso, il programma prevede prima di scendere a sud per arrivare in Liberia.  Qui ci si fermerà  il tempo utile per poter gettare la base, il dialogo con le comunità  per nuovi progetti di cooperazione.

Questo è quindi un progetto parallelo al primo ovvero la realizzazione del documentario incentrato su gli MDG's. O meglio, ( ma accenno solo perchè qui voglio parlare del viaggio!!! ;) ), il documentario, documenterà  anche la nascita di un progetto, di come venga coinvolto il villaggio stesso e del processo di cooperazione. Stooooooooop!!

Dicevo, la Liberia, si appuntro, quì si dovrebbe rimanere per 4 giorni,in cui si toccherrano alcuni villaggi e comunit  interessanti. Dalla Liberia, si dovrà forzatamente passare dal Sierra Leone necessariamente. Voli interni, nulla da fare. Eventualmente ci sono forse ogni tanto, ma forse no, ma magari ogni 2 settimane ma anche no...dei charter...

- Anche a Freetown c'è una compagnia che fa il volo in elicottero dall'areoporto fino alla città. Un servizio, comodo, costa 70$ ma alla fine vuoi mettere l'emozione dell'Elicottero!! Basta non pensare che questa compagnia da quanto mi dicono era segnalata tra le ultime in classifica nelle famose BLACK LIST e che ogni " si segnala un incidente che costringe a deviazioni..." ...Insomma, io mi sono fatto il trasbordo in nave...45 minuti.Gente ovunque: chi porta polli, chi vende qualsiasi cosa, chi ti dorme sulla spalla di uno che non conosce, corsi gospel live sulla barca...Ad un certo punto la nave non è potuta più partire perchè aveva caricato troppa gente...ed allora tutti che saltano nel battello affianco, chi via mare...Vabbeh...stop! Inciso. questa era un'altra giornata.

Let's go Back:
Quindi dalla Liberia, si partirà per la Guinea. Scartando quindi qualsiasi soluzione aerea, rimane: Battello e terra. Battello?? Boh! chi dice che esiste, chi che non c'è più, chi dice che ci mette 36 ore, ci 24...Battello scartato! Ok...via terra. Si ripassa quindi per Da Salone ( Krio) per forza. Entrare infatti dirfettamente dalla Liberia, significherebbe scendere la Guinea passando per le zone di Kourussa, kankan... e prima ancora credo la "haute Guinée¨"...insomma praticamente si allunga...

che peccato!!! Ops!...magari  anche una scusa per torrnare... Alle 8.30 - 9.00 siamo ancora nel traffico...problemi per il cash... Già tutto si è riempito di gente,Ma non come le formiche che si snodano per le differenti direzioni...piuttosto come quando gli rompete le palle tanto da skizzare in mille direzioni diverse all'apparenza senza senso...poi con calma torna il matriz...le file perfette e ordinate. Ecco le città  africane, sono un po' così, confusione generale ovunque...tutti che vendono e comprano centinaia di cose, un luogo brulicante di mille micro attività. Poi se si osserva, si ascolta prende senso. Un senso africano, un ordine locale, ma comunque funzionale. Tutti in fila per il poda-poda, tutti che portano gli oggetti pesanti in testa per meglio muoversi fra il flusso umano, chi vende le scarpe da un lato, le magliette di quà , le stoffe sono tutte là , qui c'è un bar. Tutto con un africana perfezione per ricomporsi in quello che nel nostro immaginario ( ed in effetti in parte lo è¨) una affollata strada-mercato del centro di una metropoli africana.

Adesso si ripassa da Wateloo per uscire dalla città . La strada è tranquilla asfaltata quasi sempre dritta o comunque con curve dolci. Una strada con la prospettiva perfetta che all'orizzonte si chiude in una punta di spillo. Passiamo in mezzo ai villaggi senza avere il tempo di fermarsi. il viaggio è ancora lungo. Arriviamo a Boh. Adesso l'idea è quella di corrompere Hemmanuel (DRIVER) e farci portare fino al confine.  Il fatto è che Hemmanuel è un militare che in teoria è in servizio. Vabbeh, in teoria perchè nella pratica è al servizio del suo superiore.

La macchina, lui dice che è del capo...però è la jeep bianca landRover 9 posti che è dell'esercito. Lui non becca un soldo e il suo capo si prende invece cento dollari al giorno. Quindi, presto fatto e siamo tutti ben contenti di dare questi soldi ad Hemmanuel che è una settimana che si fa il culo guidando ovunque. 500.000 leoni (100 euro-120 dollari) e passa la paura.Lui, se non sbaglio ne guadagna 320.000 al mese. Neanche 100 euro. Hemmanuel è con noi. Altrimenti da qui, ancora a 250 km di distanza avremmo dovuto prendere un taxi. Con bagagli e cazzi e mazzi.

Andiamo avanti, cercando di avere un buon ritmo. Passiamo il Sewa River, siamo ancora sulla stessa direzione di makeni-Kono. Dopo varie deviazioni, la strada entra finalmente nella foresta. Finisce la strada asfaltata. Dovremmo essere a Bandadjuma. Da qui, ancora un 100 km di di fuoristrada dentro la foresta. Una pista in terra battuta rossa, non più larga di 2,5 m, ci passa solo una macchina per volta, molto disconnessa. E' bellissimo. La vegetazione è incredibile. Un verde intenso, un reticolo fitto di palme, bambu, boscaglia, alberi ad alto fusto. Tutto verdissimo ed impenetrabile. Ogni tanto attraversiamo dei semplici villaggi, ogni tanto si incontra qualcuno per strada recandosi ad un villaggio che chi sa quanto dista.

Nel frattempo abbiamo caricato ad un check-in,il fratello di hemmanuel, altro militare, che sa la strada. Da qui in poi ( ma in realtà  anche prima solo che era meno complessa la cosa...)
Non ci sono cartelli...O si sa la strada o non saprei, neanche con un navigatore credo.
Nelle poche soste nel nulla per fare pipì, ho l'occasione di sentire veramente il suono della natura in molteplici sfumature. Inaspettatamente arriviamo ad un villaggio ed ad un fiume che va attraversato. Moa River. Qui una chiatta veramente surreale,ci porta dall'altro lato. La chiatta è tirata a mano da un lato all'altro tramite una fune metallica che non è tirata da un argano, ma a mano, tramite delle specie di "chiavi inglesi" di legno che permettono di stringere il filo e tirare la barca. Praticamente, come se si è ancorati a due capi opposti del fiume. L'ancora è così pesante che tirando non si sposta l'ancora, ma si avvicina la barca alla riva. Ancora una 40 di km credo e siamo prima a Malema, poi attaccati a Dgendema che è l'ultimo villaggio al confine con la Liberia.

Qui c'è il primo controllo della frontiera. Ovviamente, ci sta qualcuno che si conosce...conosce, vuol dire che si sa a chi devono essere dati i soldi, nulla più. In compenso non ti rompono le scatole. o meglio ci provano ma riesci a limitare la cosa. 
Il confine è segnato da Mano River. Questo è stato un punto cruciale nel periodo della guerra civile. Adesso in macchina, siamo in 6. Io, Hemmanuel e suo fratello, Housman, un vecchio caricato in un villaggio, un poliziotto e un altro ufficiale.

Una mezza barzelletta come situazione...con i due ufficiali che fanno gli amiconi da un alto e dall'altro attendono con ansia che anche dall'altro lato non ci siano problemi per avere la loro ricompensa. Siamo dall'altro lato. in Liberia! Arrivati a Boh Water Side, ci procuriamo un taxi che per 60 dollari ci porta a Monrovia. 

Arriviamo molto tardi...quando ho potuto ho dormito in macchina. Fino a quando non si è rotta! Ferma il taxi, cerca il ragazzo che la ripara, riparti...

Vabbeh, nel frattempo, mi gusto l'atmosfera diversa: Strade diverse, volti diversi, lingua diversa. Qui si parla il Pigui English. Praticamente non si capisce un cazzo...Ormai dopo 3 settimane, il krio più o meno, lontanamente, si può anche capire/intendere.
Ma pure l'inglese che parlano è veramente distorto e neanche Housman, che parla un inglese per me perfetto, ha delle grosse difficoltà.
Per oggi a letto senza cena...non ci siamo fermati contando di arrivare prima e adesso ci troviamo, che ancora non abbiamo cambiato i soldi e che non abbiamo mangiato. Ci incontriamo con la gente della ONG di Enviromental Foundation for Africa (EFA), ci portano alla guest house, ci procurano una scatoletta di sardine e dei cracker.